DISFUNZIONI RESPIRATORIE ALLA BASE DEL DISTURBO DI PANICO?

Il Disturbo di Panico (con o senza Agorafobia) presenta, tra i vari criteri diagnostici, importanti difficoltà respiratorie quali: ” Dispnea o sensazioni di soffocamento” e “Sensazioni di asfissia” (DSM 5).

Il legame tra gli attacchi di panico (PA) e la funzionalità respiratoria è ormai nota e dimostrata a livello scientifico. Diversi studi, infatti, attestano l’ipersensibilità dei soggetti che soffrono di PA, alla presenza di anidride carbonica nell’aria respirata (Perna, 2004; Niccolai, 2009). Tale ipersensibilità sembra essere alla base della dispnea e/o del comportamento di soffocamento durante l’attacco di panico. A seguito di tali dati, si sono sviluppate diverse teorie legate alla disfunzionalità respiratoria quale causa o concausa del disturbo (Lay, 1985; Klein, 1993).

Un’interessante metanalisi condotta nel 2014 su tutte le pubblicazioni scientifiche inerenti l’argomento ha portato a dei risultati illuminanti: nei soggetti con diagnosi di Distubo di Panico (PD) è presente una condizione di iperventilazione cronica a riposo, rispetto gli altri soggetti studiati. Questo dato fornisce un ulteriore tassello nella comprensione della patologia: la disfunzionalità respiratoria, nei soggetti che soffrono di PD, non si presenta esclusivamente durante gli attacchi di panico, ma risulta essere un’alterazione di tipo cronico nel sistema respiratorio dell’individuo affetto.

Dunque, nella fisiopatologia del Disturbo di Panico, la componente di disfunzione respiratoria pare giocare un ruolo importante. È comunque necessario implementare gli studi in quest’area, per capire se tale disfunzionalità cronica sia legata ad un malfunzionamento esclusivo del sistema respiratorio o se, invece, dipenda da fattori cognitivo-emotivo-comportamentali. Inoltre, molte evidenze scientifiche attestano anche la disfunzionalità cardiaca nei soggetti con PD (Caldirola et al, 2016), tracciando così un link tra Disturbo di Panico, sistema cardiorespiratorio e centri di controllo cerebrali legati al Tronco dell’Encefalo. Dunque, l’etiopatogenesi del disturbo pare delineare un quadro complesso di fattori intervenienti: disfunzionalità su base organica (Tronco dell’Encefalo e sistema cardio-respiratorio) e componente emotivo-cognitiva (ipersensibilità alle minacce percepite nell’ambiente circostante). Attualmente, gli studi stanno cercando di approfondire le specifiche dinamiche di interazione tra queste diverse variabili, al fine di definire un quadro completo del disturbo, utile per il trattamento sia a livello farmacologico che a livello psicoterapico.

References

Caldirola D. et al, Is there cardiac risk in panic disorder? An updated systematic review, J. Affect. Disord., 2016 Apr., 194:38-49

DSM 5, Raffaello Cortina Editore, p. 240

Grassi M. et al, Are Respiratory Abnormalities Specific for Panic Disorder? A Meta-Analysis, Neuropsychobiology, 2014, 70:52-60

Klein DF: False suffocation alarms, spontaneous panics, and related conditions. An integrative hypothesis. Arch Gen Psychiatry 1993; 50: 306–317

Ley R: Blood, breath, and fears: a hyperventilation theory of panic attacks and agoraphobia. Clin Psychol Rev 1985; 5: 271–285

Niccolai V, van Duinen MA, Griez EJ: Respiratory patterns in panic disorder reviewed: a focus on biological challenge tests. Acta Psychiatr Scand 2009; 120: 167–177

Perna G. et al, Panic disorder: from respiration to the homeostatic brain. Acta Neuropsychiatr 2004; 16: 57–67

About webmaster

Nessun commento

Lascia un Commento