Uscire dagli Schemi Un modello di psicoterapia: la Schema Therapy

Vi è mai capitato di rimanere ripetutamente coinvolti in relazioni con persone di cui non riuscivate a fidarvi del tutto?

Oppure con cui sentivate di non poter mai ricevere l’amore di cui avevate bisogno?

Vi capita spesso di non sentirvi all’altezza o di pensare di non valere abbastanza o che nulla di quello che facciate vada mai sufficientemente bene?

Vi capita di sentirvi facilmente esclusi o di pensare che tutto andrà male o che qualcosa di terribile possa accadere da un momento all’altro?

Secondo l’approccio della Schema Therapy (ST), queste e altre situazioni costituiscono alcune delle Lifetraps, cioè delle “Trappole per la vita”. Le trappole sono formate da schemi disfunzionali di pensieri, emozioni e comportamenti che hanno origine principalmente durante l’infanzia e che influiscono su tutto il resto della nostra vita in maniera anche considerevole. Si rimane in trappola, costretti a ripetere in continuazione uno stesso copione dal quale non si riesce a separarsi per quanto faccia soffrire dal momento che è l’unico copione che conosciamo. Gli schemi diventano familiari e in quanto tali sentiti come giusti ed inappellabili. Per di più si è portati a vivere situazioni che tendono a confermare gli schemi, rendendo molto difficile il cambiamento. Infatti, cambiare la propria vita non è semplice, ma è possibile farlo. Cambiare vuol dire anche “scoprire chi siamo e cosa ci rende felici”, scoprire o riscoprire le nostre “inclinazioni naturali, che comprendono gli interessi, le relazioni e le attività che intrinsecamente ci portano a sentirci realizzati” (J. E. Young & J.S. Klosko, 2004).

Lo scopo della ST è riconoscere e modificare le diverse trappole di una persona aiutandola a scoprire chi è e cosa la rende felice, tramite il riconoscimento ed il soddisfacimento dei propri bisogni, in particolar modo dei bisogni emotivi che sono stati frustrati durante l’infanzia.

Una trappola ha solitamente inizio con qualcosa che viviamo con la nostra famiglia o con altre persone emotivamente significative: può trattarsi di un’esperienza di abbandono da parte di un genitore, di critiche continue, di abusi, di un atteggiamento iperprotettivo, mancanza di amore e di cure, di emarginazione, e di altre ancora. In un modo o nell’altro è facile subire dei “danni” nella nostra infanzia, dove con danni si intende l’aver avuto esperienze negative in cui un bisogno fondamentale per il bambino che è stato non è stato soddisfatto.

La trappola diventa parte integrante di noi, determina il nostro modo di sentire, di pensare e di agire. Anche se siamo ormai lontani dal teatro di quelle scene e dai personaggi presenti, tendiamo a rivivere situazioni in cui veniamo ignorati, mortificati trattati male o dominati dagli altri. Ad esempio l’esser stati criticati molto da piccoli da parte dei genitori o di altre figure importanti quali ad esempio insegnanti o coetanei, può aver frustrato profondamente i propri bisogni di sicurezza, stabilità, accettazione e rispetto, portando la persona da adulta verso una trappola ad esempio di inadeguatezza o di dipendenza. Si crea una situazione di stallo che genera sofferenza e dalla quale non è facile uscire.

Ma per accendere il motore del cambiamento bisogna innanzitutto assumersene personalmente la responsabilità ed un modo per farlo può essere intraprendere un percorso in Schema Therapy. Ma che cos’è la Schema Therapy?

La ST è un innovativo sistema di psicoterapia sviluppato da Jeffrey E. Young che negli ultimi anni sta ricevendo sempre più attenzione e consenso non solo negli USA dove è nato, ma anche in altre diverse nazioni come ad esempio Inghilterra, Germania, Olanda, Israele, Australia e Italia, per citarne alcune. La ST si basa su elementi della terapia cognitivo comportamentale, della psicanalisi, della Gestalt, della teoria dell’attaccamento, della psicoterapia costruttivista e della psicoterapia focalizzata sulle emozioni, integrandoli in un unico modello esaustivo che ha il vantaggio di essere molto chiaro e condivisibile con il paziente, oltre che efficace. La ST è nata inizialmente per il trattamento del disturbo borderline di personalità, ma ben presto la sua efficacia è stata ampiamente dimostrata in molti altri disturbi di personalità (paranoide,istrionico, narcisista e antisociale) e in problematiche legate a depressione, ansia, disturbi del comportamento alimentare e dipendenze.

Ma cos’è un disturbo di personalità?

Possiamo vedere la personalità di un individuo come un insieme di caratteristiche, dette anche tratti stabili, che ciascuno di noi possiede e che caratterizzano la vita quotidiana. Esempi di queste caratteristiche sono il tratto dipendente, il tratto ossessivo, il tratto della seduzione, il tratto narcisista, il tratto della sospettosità, ecc. In condizioni normali questi tratti sono tutti più o meno presenti, il Disturbo di Personalità insorge nel momento in cui uno specifico tratto diventa preponderante rispetto gli altri presentandosi in maniera eccessiva, troppo rigida ed in molti contesti della vita della persona.

Gli eventi di vita stressanti cui siamo stati sottoposti soprattutto durante lo sviluppo hanno determinato uno sviluppo abnorme di questi tratti. Il lavoro con la Schema Therapy consente di lavorare sugli episodi relazionali che hanno compromesso lo sviluppo di un tratto. Punto cardine del modello sono i bisogni fondamentali dell’individuo: il bisogno di avere legami stabili con gli altri, il bisogno di autonomia, il bisogno di esprimere liberamente i bisogni e le emozioni, il bisogno di avere limiti realistici ed il bisogno di sperimentare spontaneità e gioco. La frustrazione dei bisogni nel corso dello sviluppo può avere un ruolo determinante nella formazione di schemi disfunzionali. Young nel suo modello ne identifica 18 suddivisi in 5 domini, ciascuno legato alla frustrazione di specifici bisogni. Le risposte della persona allo schema, cioè i comportamenti maladattivi, sono definiti stili di coping (cioè modalità di fronteggiare le situazioni) e sono suddivisi in tre categorie: resa, fuga e contrattacco (ipercompensazione). Queste risposte, durante l’infanzia, possono esser state dei meccanismi funzionali di sopravvivenza, che tuttavia si sono cristallizzati impedendo alla persona di fare esperienze nuove e diverse. Ad esempio, se una persona ha uno schema di Abbandono potrebbe difendersi dall’attivazione di questo schema evitando possibili relazioni. L’evitamento serve alla persona a proteggersi dalla possibilità che una rottura del legame possa farla soffrire molto, così come a suo tempo le precedenti esperienze traumatiche di abbandono vissute le avevano insegnato. La persona risponde quindi con uno stile di coping in questo caso evitante, che le impedisce di evolvere e di riuscire a creare legami sicuri.

Dopo i primi anni di sviluppo e diffusione della ST, il concetto di Mode è diventato via via sempre più importante. In molte situazioni le persone non sperimentano uno schema, ma un insieme di schemi che si attivano simultaneamente o si alternano molto velocemente. Il Mode è “l’insieme degli schemi o delle manifestazioni degli schemi – adattivi e disadattivi – che si attivano in un individuo in un determinato momento” (Young, Klosko, & Weishaar, 2007, pg 305). Se ad esempio una persona ha uno schema di Standard Elevati e si ritrova a non raggiungere un obiettivo lavorativo nella maniera sperata, potrebbe attivarsi un Mode critico che attacca la persona facendola sentire inadeguata, incapace, fallimentare, ecc., attivando così diversi possibili schemi: di inadeguatezza, di fallimento, di dipendenza, di standar elevati, ecc.

Compito del terapeuta è quindi quello di modificare insieme alla persona i suoi schemi disfunzionali, e di ristrutturare le modalità con cui egli valuta sé, stesso, gli altri e il mondo, attraverso l’utilizzo di tecniche gestaltiche, cognitive, comportamentali ed emotivo/esperienziali, ma in particolar modo grazie alla relazione terapeutica che rimane il principale strumento per modificare l’esperienza emotiva della persona. Nella relazione terapeutica, la sofferenza della persona viene accolta e riconosciuta come legittima ed i bisogni emotivi vengono riconosciuti, validati e soddisfatti. Si instaura una relazione di accudimento che funge da modello di adulto sano e funzionale che si prende cura dei bisogni del bambino che la persona è stata insegnandole pian pianino a prendersi cura personalmente di quel bambino tramite nuovi schemi funzionali ai quali far riferimento.

La ST è orami molto presente anche in Italia con la Società Italiana di Schema Therapy (S.I.S.T.) che grazie ai numerosi Schema Therapy Center sparsi in diverse regioni italiane, offre un servizio di trattamento e di

Come scrive il dott. Ruggiero, medico chirurgo specialista in psichiatria e psicoterapia cognitiva, in un articolo uscito recentemente su State of Mind, in seguito alla seconda giornata del 46esimo congresso della società europea delle terapie cognitive e comportamentali

(EABCT), “Nelle parole di Arnzt è un regolamento di conti definitivo, una candidatura finale della Schema Therapy al ruolo di trattamento di elezione per i disturbi di personalità.”

formazione altamente qualificato su quasi tutto il territorio nazionale. I diversi centri offrono servizi per adulti, minori, coppie e gruppi e si trovano a Sassari, Saronno, Roma, Parma, Firenze, Genova, Bologna. I diversi centri, oltre a prendere in cura la persona nella sua complessità, svolgono attività di didattica, di ricerca, editoriale e informativa attraverso l’istituzione di corsi, la pubblicazione di opere e la conduzione di studi.

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